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Prima Il Pane

Il progetto “Prima il Pane” è finalizzato alla riduzione dello spreco alimentare e al recupero dalla Grande Distribuzione Organizzata e da piccoli commercianti locali  dei prodotti alimentari freschi invenduti e non commercializzabili ma buoni per fini solidali, per contribuire al sostegno delle persone che, a causa di difficoltà economiche, hanno bisogno di assistenza e si rivolgono ai Centri Caritas delle Parrocchie cinisellesi.


Contesto del progetto

Nel corso degli ultimi anni, la crisi economico-finanziaria ha determinato l’estensione dei fenomeni di impoverimento con l’aumento della percentuale delle famiglie e degli individui in stato di povertà.

Nel 2015, 1 milione e 582 mila famiglie risultavano in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 598 mila individui.

I dati che descrivono la condizione dei tanti uomini e donne di mezza età che hanno perso il lavoro e non riescono a trovarne un altro sono forniti dal Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano della Caritas Ambrosiana.

– Il 57,9% sono donne

– Il 65,7% di loro sono stranieri

– La maggior parte ha tra i 35 e i 44 anni

– Il 45,3% è coniugato

– Il 55,6% è disoccupato

Il valore economico dello spreco alimentare domestico italiano è stimato intorno agli 8 miliardi di euro/anno (* dato del 214 rilevato dall’Osservatorio Waste Watcher), anche se si considera ceh con molta probabilità il valore reale sia più elevato.

Da una ricerca dell’Università di Bologna su dati ISTAT i prodotti non raccolti, lasciati in campo nel 2013 sono stati circa 1,4 milioni di tonnellate (3% della produzione agricola nazionale), lo spreco alimentare nella trasformazione industriale di circa 2 milioni di tonnellate e  – dato di riferimento che ci interessa di più per il nostro ambito – lo spreco alimentare nella distribuzione commerciale è di circa 300 mila tonnellate.

Dagli stessi studi emerge che ogni famiglia, mediamente, butta nella spazzatura 213 grammi di cibo alla settimana, per un costo di 7,06 euro. Significa che ogni anno 8,7 miliardi di euro finiscono nei rifiuti. Poi c’è il cibo avanzato nelle mense, nei ristoranti, nei supermercati, negli ospedali, lungo tutta la filiera alimentare dal campo alla tavola.

Lo spreco alimentare ha anche una ricaduta sull’ambiente: la produzione del cibo che finisce nella spazzatura comporta lo spreco di risorse preziose ed emissioni in atmosfera: in Italia finiscono nei rifiuti fino a 1226 milioni di metri cubi di acqua serviti per produrre il cibo, pari all’acqua consumata ogni anno da 19 milioni di italiani; il 46% è da associare allo spreco di carne, il 29% a quello di cereali e derivati, il 22% a frutta, verdura e tuberi e il 3% a latte e derivati.

Oltre all’acqua, sottolinea il WWF, lo spreco alimentare porta con sé circa 24,5 milioni di tonnellate di CO2, pari a circa il 20 % delle emissioni di gas serra del settore dei trasporti: di queste, 14,3 milioni di tonnellate provengono dallo spreco domestico mentre 10,2 milioni di tonnellate dalle perdite lungo la filiera alimentare. Infine, c’è da considerare lo spreco di circa 228.900 tonnellate di azoto reattivo contenuto nei fertilizzanti irrorati sui campi. Una quantità pari al 36 % dell’azoto totale immesso nell’ambiente e che, sottolinea il WWF, è stato utilizzato inutilmente con tutti gli impatti e i costi ambientali che ne conseguono.

Lo spreco alimentare dunque, oltre ad essere moralmente insopportabile è anche ecologicamente insostenibile, un problema enorme per i consumatori e le aziende produttrici.

Beneficiari

Si punta all’attuazione di una forma organizzata di lotta alla povertà e alla marginalità, mediante la distribuzione di beni e generi alimentari di prima necessità con approccio di vicinanza alle famiglie destinatarie del progetto. Le nuove povertà emerse in questi ultimi anni, hanno trovato sul territorio una risposta disomogenea e poco organizzata, che ha implicato un dispendio di energie e non ha restituito ai diversi operatori un quadro chiaro della situazione: “Prima il Pane” struttura e coordina le varie risposte alle necessità sociali del territorio. La rete pubblico-privata che si sta realizzando colloca le competenze e le conoscenze in gioco in una logica di condivisione consapevole e inedita.

Obiettivi

Il progetto agisce su tre fronti: favorisce lo smaltimento dei prodotti in eccedenza nella Grande Distribuzione Organizzata; permette ai Centri d’Ascolto Caritas di essere in possesso di risorse alimentari sufficienti per poter assistere le persone che ad essi si avvicinano in caso di difficoltà; e così facendo aiuta le famiglie che versano in difficili condizioni economiche, i nuovi poveri, gli emarginati e i senzatetto che si rivolgono alla Caritas.

La principale preoccupazione è quella di permettere un rapporto più efficiente tra donatore e beneficiario, affinché la donazione di alimenti invenduti, ma ancora salubri ai fini solidali, diventi una buona pratica sostenibile, che nel momento stesso in cui viene attuata implica un vantaggio non solo etico, ma anche ambientale ed economico. La costruzione di una vera e propria rete territoriale di economie sociali contro gli sprechi è fondamentale. Essa passa da una valida comunicazione tra i Centri d’Ascolto Caritas e con i punti vendita, attraverso un coordinamento comune, un regolare, corretto e salutare sistema di ritiro dei prodotti dalla Grande Distribuzione Organizzata e un reale impegno politico teso alla riduzione degli sprechi e delle perdite alimentari, per la diffusione di un corretto stile di vita.

Partner

Il lavoro di raccordo e coordinamento che Fondazione Cumse si è impegnato a realizzare si colloca nell’ambito delle azioni del “Tavolo delle povertà”, Tavolo di riflessione e azione istituito nel 2013 dal Comune di Cinisello insieme alle organizzazioni del territorio, che mira precisamente ad alleviare le situazioni di povertà attraverso il sostegno ad azioni di monitoraggio del bisogno e ad iniziative di risposta ai bisogni emersi.

Il Tavolo ha l’intento di mettere in rete tutto quello che sul territorio si sta facendo per arginare la crisi e sostenere le famiglie in difficoltà, sia per sistematizzare gli aiuti sia per mettere a punto nuove azioni che amplino l’offerta di aiuto. L’Amministrazione ha invitato le associazioni del terrotorio ad assumere un ruolo attivo e sinergico per perseguire gli obiettivi. Queste associazioni sono: Caritas, Gruppi di Volontariato Vincenziano, Coop. Progetto e Integrazione, Coop. Lotta Contro l’Emarginazione, Coop. Il Torpedone, Acli Quartiere Garibaldi, Coop. La Cordata, Croce Rossa Italiana Comitato Locale di Cinisello Balsamo, Protezione Civile sezione di Cinisello Balsamo,  Fondazione Cumse Onlus, Fondazione Banco Alimentare di Muggiò, Centro della Famiglia, Anfass, Ass. Marse, Ass. La Svolta, Auser, AMF, GAD, Decanato Cinisello Balsamo, Banco Solidarietà Paolo Galbiati, Legambiente Cinisello, Anteas, Fondazione Auprema e Centro di Aiuto alla vita.

Azioni

Il progetto si sviluppa su una principale attività che prevede il ritiro e la distribuzione quotidiana dei prodotti donati dalla Grande Distribuzione Organizzata e da Piccoli Commercianti Locali ai Centri d’Ascolto Caritas coinvolti.

Attualmente i supermercati della Grande Distribuzione Organizzata coinvolti sono il Gigante La Fontana, il Gigante di via Aquileia, la Metro e Lil panificio La bottega del Pane di via Garibaldi a Cinisello Balsamo; l’Esselunga di via XXV Aprile a Bresso e l’Esselunga di via Buonarroti a Monza.

I Centri d’ascolto che distribuiscono il fresco sono invece: i CdA delle Parrocchie di S. Pietro M., S. Martino, S. Pio X e saltuariamente di S.Eusebio e i Gruppi di Volontariato Vincenziano delle Parrocchie di S.Ambrogio e S. Giuseppe.

La fase sperimentare del progetto è iniziata l’ultima settimana di Maggio 2014: sono stati definiti i Centri d’Ascolto Caritas e gemellati con i supermercati a seconda dei giorni di apertura e di distribuzione dei pacchi alimentari. Ogni giorno il furgone di Fondazione Cumse passa da uno o più supermercati della rete e, dopo aver espletato le pratiche amministrative (bolle di trasporto, carico merce …) consegna al Centro d’Ascolto di riferimento per quel giorno.

Questo impegno porta in sé la necessità di una gestione amministrativa e di un coordinamento preciso di tutti gli attori, affinché questi possano avere canali di comunicazione sia tra loro che con i Commercianti.

Risultati ottenuti

Dalla mappatura estratta dal Da.Po. (il database attivato dal Tavolo Povertà) riferita al periodo da novembre 2015 a novembre 2016 si calcola che le famiglie aiutate sono 608 di cui 152 ai Servizi Sociali, per un totale di 1.891 persone, di cui 457 di nazionalità straniera.

L’aiuto non è fornito solo dalla distribuzione di alimenti di Prima il Pane, ma anche attraverso altri contributi diretti o indiretti, come farmaci, pasti, buoni spesa o abbigliamento, per una cifra complessiva stimata in circa 300mila euro.

Analizzando i dati della raccolta degli alimenti invece rileviamo che la quantità di alimenti raccolti e distribuiti tra giugno 2014 e dicembre 2016 si avvicina alle 100 tonnellate.

E adesso?

Il progetto è previsto durare nel tempo, grazie al coinvolgimento e il rilancio del volontariato territoriale, che è anche uno degli obiettivi specifici del progetto.

La sostenibilità del progetto è favorita dal fatto che la rete in cui è inserito è definita da un partenariato pubblico e privato per cui da una parte il radicamento e la conoscenza del territorio favoriscono il reclutamento di nuovi volontari, veicolano valori sociali e naturalmente rispondono a un bisogno che, soprattutto in questo ultimo periodo, si è reso urgente; dall’altra, può contare su una visibilità che richiama la stessa cittadinanza ad attivarsi.

La durata nel tempo sarà assicurata dalla disponibilità dei volontari che già operano all’interno delle fondazioni e delle associazioni partecipanti.